Il burro d’arachidi della Fujiko

Semplicissimo e super-calorico.

La ricetta preferita di mio fratello, che da oggi si è trasformata anche nella ricetta preferita della Signora Maria e di Bacomarta 😛

INGREDIENTI:

350 gr di arachidi tostate e senza buccia, preferibilmente non salate

Se non le trovate non salate, compratele con la buccia, sbucciatele e spellatele

Olio di arachidi (mi raccomando, sceglietelo di qualità, poi potete usarlo per friggere)

Sale q.b.

UTENSILI ED ACCESSORI:

Frullatore o frullatore ad immersione

Vasetto di vetro o contenitore ermetico

PREPARAZIONE:

  1. Se avete comprato le arachidi con la buccia, dopo averla rimossa insieme alla pellicina, passatele in forno qualche minuto.
  2. Mettete le arachidi nel frullatore, aggiungete un primo cucchiaio d’olio e un pizzico di sale e frullatele ad intervalli, finchè non diventano una pasta morbida.
  3. A seconda della consistenza che volete ottenere, aggiungete altro olio, ma mi raccomando centellinatelo, altrimenti le arachidi nuoteranno nell’unto!
  4. Assaggiate di sale ed aggiungetelo secondo preferenza. In ultimo, amalgamate bene con un cucchiaio di legno.
  5. Mettete la pasta così ottenuta nel contenitore, e tenetelo a mollo in acqua fredda circa 5 minuti minuto.
  6. Potete conservare il burro in frigo (consigliato) o in dispensa.

La leek and potatoes soup della Fujiko

Una vellutata di porri e patate tipicamente inglese, dedicata ad Alessia.

Dosi per 4 persone.

INGREDIENTI:

2 porri grandi

2 patate grandi

50 gr di burro

Una pentola di brodo di pollo bollente(anche se fatto con il dado in polvere)

Panna liquida fresca

Pepe

UTENSILI E ACCESSORI:

Una pentola

Frullatore ad immersione

PREPARAZIONE:

  1. Lavate i porri, divideteli per lungo in 4 parti e tagliateli a pezzettini.
  2. Tagliate le patate a tocchetti piccoli.
  3. Fate sciogliere il burro nella pentola ed aggiungete i porri.
  4. Bagnate con circa di mestoli di brodo e cuocete a fuoco vivace per circa 10 minuti.
  5. Aggiungete le patate e continuate a cuocere, girando ogni tanto e aggiungendo brodo perché non si attacchi, fino a quando le patate sono completamente lessate.
  6. Salate, pepate e  togliete dal fuoco e aspettate circa 15 minuti.
  7. Frullate tutto con il frullatore ad immersione, ed aggiungete meno di mezzo bicchiere di panna liquida fresca.
  8. Continuate a frullare qualche secondo per amalgamare tutto.

Io vi consiglio di servirla riscaldata (e ricordatevi di girarla quando la riscaldate, altrimenti si attacca a morte!), guarnita con un filo d’olio in ogni piatto, ed accompagnandola con i crostini.

Potete anche servirla fredda, tipo gazpacho, ma fatela prima raffreddare a temperatura ambiente e solo dopo mettetela in frigo.

Ho letto “Innocente”

Il mio amore con Scott Turow è un affare di lungo corso.

I romanzi di genere legal mi sono sempre piaciuti, e di Turow in particolare mi piace il fatto che dopo due libri ti sembra di avere la doppia cittadinanza: la tua e quella della Kindle County.

Perchè Turow ambienta tutti i suoi libri lì, e molti personaggi migrano da una storia all’altra.

Ma con questo nuovo romanzo, “Innocente” si è superato: Rusty Sabich, accusato 22 anni fa dell’omicidio della sua amante/collega Carolyn oggi viene nuovamente accusato di omicidio, ma stavolta è quello di sua moglie.

E ad accusarlo è sempre Tommy Molto.

E’ cambiato il mio amico Rusty, già  "Presunto Innocente“, in questi 22 anni. Ma neanche troppo.

Ha un figlio grande, che quasi quasi mi piace anche un po’. E una moglie, ormai cadavere, genio del computer.

Scott Turow ha scritto questo romanzo in modo superbo. Sembra davvero di incontrare una persona dopo tanti anni, qualcuno che conosci e del quale, sotto sotto, non ti sei mai fidata del tutto.

Del romanzo non posso svelare nulla, perchè ogni dettaglio è fondamentale e da gustare.

Ma se decidete di leggerlo, cosa che vi consiglio, salutatemi Nat. Mi piace così tanto!!!

P.S. I sensali di questa mia cotta letteraria sono Gallizio e Mafe, che ringrazio moltissimo.

Ho letto: “Statale 17- Storie minime transumanti”

“Statale 17-storie minime transumati” me l’hanno regalato Orfeo e Maura, rispettivamente Direttore e Ufficio Stampa di Edizioni Exòrma, che il libro l’ha pubblicato.

Orfeo e Maura li conosco da un annetto, dalla primaRoma si Libra, e il feeling tra noi fu immediato. Maura mi fa ridere quando dice di essere “rompina”, quando invece se ti pone un problema sa già come risolverlo; Orfeo è un editore che secondo me nella vita voleva fare il lettore, il che per come la penso io è un valore aggiunto non indifferente.

Exòrma pubblica quella che una volta Maura per telefono definì “letteratura di viaggio”, e mai definizione fu più azzeccata.
Viaggio della mente, dei piedi, degli occhi, della fantasia.

Confesso però che quando lessi la descrizione del libro, mentre preparavo il catalogo per la seconda edizione della manifestazione, mi sfuggì un gemito di dolore: “ennò dai, un altro fiume di inchiostro colpevolista e melodrammatico sul terremono NO, per favore!”.

Poi però pensai che Orfeo e Maura non potevano tirarmi questa sòla, perchè quel genere di libri non è roba per loro, quindi questo “Statale 17” qualche asso nella manica doveva pur averlo.

E ce l’ha infatti: un libretto snello, del formato che io adoro, di quelli piccoli e leggeri che puoi leggere a letto, in spiaggia, o con una mano sola sulla metro. Che però è denso come pochi altri.
Barbara Summa, l’autrice, è una che parla del terremoto quasi senza nominarlo.
Che ti racconta della sua famiglia, di come suo zio Lucignolo fosse arrivato a chiamarsi Lucignolo, o perchè in alcuni paesi dell’Abbruzzo le donne e gli uomini parlino due dialetti diversi.
Che ti fa morire dalle risate anche quando piange.

E’ brava Barbara, e mi dispiace non averla incontrata.
O forse in realtà l’ho incontrata, sulla Statale 17, mentre la percorrevo con la fantasia.

I mondiali dell’Africa che non c’è

Nei continui aggiornamenti sul numero di biglietti venduti per i prossimi Mondiali di calcio in Sudafrica c’è un dato interessante: gli africani che comprano i biglietti sono pochissimi.

Un po’ è colpa dei costi, spesso proibitivi.

L’altra parte di colpa cade sul fatto che sono pochi gli africani con accesso ad internet, ed ancora meno quelli con carta di credito, strumenti fondamentali per accedere alle vendite online.

Ma la cosa più curiosa è questa: vogliosa di darvi qualche cifra, ho digitato su Google

“mondiali sudafrica percentuale biglietti acquistati dagli africani”.

E la nostra cara Google, sempre vogliosa di darci suggerimenti mi ha rimandato a:

“Forse cercavi: mondiali sudafrica percentuale biglietti acquistati dagli americani”

Io sto ancora lì a guardare la finestra di ricerca. Americani??? Ma che me frega a me??? Ma che dici???

Ma chi se li fila gli americani, io cercavo gli A-FRI-CA-NI!

Hai presente??? Quei popoli che avete deportato e schiavizzato

Vatte a fidà dei consigli..

(ma)’gnaposso fà!

Oggi comincia la dieta disintossicante.

La sola idea mi fa ridere non poco, visto che “disintossicante” è un termine che accostato al mio nome crea un effetto tipo fungo atomico.

Però in qualche modo si deve pur fare, se voglio tornare ad allacciarmi le scarpe senza diventare bluastra e  mettermi i miei fantastici vestiti da pin-up.

Sì perchè la mia idea di moda consiste nel mettersi vestiti che andavano di moda dai 40 ai 30 anni fa.

Ho chiamato a raccolta gli amichetti di FriendFeed per avere qualche ricetta gustosa, ed oggi si comincia a pranzo con la crema di lattuga e piselli di Secondo Me.

Ovviamente la parte più difficile sarà tagliare drasticamente l’alcool.

Quindi ho deciso che da oggi chiederò solo acqua molto frizzante in un tumblr alto con cannuccia e con una fetta di limone, così avrà l’aspetto di un gin tonic.

L’effetto placebo farà il resto!

GGD is Universal

Lunedi scorso sono stata invitata a partecipare all’evento GGD Roma alla Universal, per la presentazione del Blue-Ray di Nemico Pubblico.

Nemico Pubblico è un film di Michael Mann con Johnny Deep e Christian Bale sulla vita di John Dillinger, che ha la particolarità di essere stato girato completamente in digitale.

Ovviamente la scelta più naturale era fare uscire questo film per il mercato dell’homevideo anche in versione Blue-Ray, e ci è stata quindi data la possibilità di scoprirne in anteprima i contenuti speciali, e poi di vedere il film nella bellissima saletta di proiezione della Universal, dove avevo già avuto il piacere di godermi State of Play.

Devo essere sincera, il film non m’è piaciuto particolarmente, più che altro perchè non mi piacciono le storie di gangster, che sono tutte un po’ sul filone bandito & gentiluomo.

Ma devo dire che Christian Bale si sta sempre più affermando ai miei occhi come un attore superbo.

Ci sono poi degli aspetti positivi impagabili. Innanzitutto la qualità audio/video è strepitosa, ma questo sono sicura che lo sapeste già.

E potenzialmente lo spazio per i contenuti speciali, che sono poi quelli che secondo me fanno davvero la differenza, è illimitato. Non ho ben catturato l’effettiva utilità di registrare dei sample del film o dei contenuti speciali per poi condividerli unicamente con altri utenti collegati tramite lettore Blue-Ray, ma sono certa che a piccoli passi si otterranno grandi risultati.

Ciò che mi ha fatto davvero amare questa presentazione è stata la figura dell’AD di Universal Picture Italia, David Moscato.

Una persona squisita, che sottoposta al fuoco delle domande del buon Antonio Pavolini (opportunamente tradotte dal Consorte Ezekiel) ha risposto con una semplicità ed una che raramente si trova.

Ci ha detto la verità: il mercato è difficile, il momento è duro, vogliamo fare sempre di più,  stiamo lavorando per voi.

E a volte a me basta sentirmi dire questo, soprattutto da una persona che viene dal mondo della tecnologia, e capisce benissimo che in effetti noi blogger vogliamo sempre di più.

Quindi io nella Universal ho fiducia, ci vediamo al prossimo Blue-Ray 🙂

Piovono cartelli

Nel mio palazzo c’è sempre un’invasione di cartelli e comunicazioni.

Rifacciamo i terrazzi, siete pregati di togliere le vostre zozze auto dalle scatole se non volete che ci caschi sopra un meteorite di stucco.

Le cassette della posta sono bloccate, non tentate di aprirle pena la deportazione a Guantanamo.

Il cancello non si chiude.

Il cancello si chiude.

Il cancello si chiude, ma voi inetti non lo sapete chiudere.

Sono tutti vergati con colori psichedelici, chiaro retaggio degli evidenziatori rubati ai nipoti che vengono a fare i compiti dai nonni.

La cosa strepitosa è che in questa orgia di cartelli, il palazzo è diventato una succursale offline di Friendfeed.

Sotto il cartello ci sono LE RISPOSTE!

E poi le risposte alle risposte e così via, trascendendo sempre in violentissimi flame epistolari.

Quindi, se Riccardo Luna vuole candidare Internet al premio Nobel per la pace, io voglio candidare il mio palazzo al premio Nobel per la letteratura!