Coin, Foursquare e Twitter: un triangolo perfetto

Alla Coin sono legati i miei ricordi più glamour di bambina.

Quando ero piccola la Coin era il posto “dove si compravano le cose belle”; e ancora oggi ci faccio alcuni degli acquisti più importanti, come la fantastica SodaStream che è diventata la mia amica del cuore da quando l’ho comprata.

Qualche tempo fa ho visto su 4square che facendo check-in presso un punto vendita Coin e diventandone il sindaco si poteva avere in omaggio la Coin Card Easy.

Mi sono incuriosita, perchè alla Coin ci vado praticamente tutti i giorni e non mi era mai capitato di vedere la venue su 4square.

Così ho fatto il check-in e subito mi hanno risposto dal profilo Twitter dei Coin Store, ringraziandomi.

La cosa mi ha fatto piacere, lo confesso. Sembrano stupidaggini, ma io ritengo carino da parte di un brand richiedere che lo staff di digital PR si occupi di ringraziare o comunque dialogare con le persone che li citano.

Voi direte “ma non è automatico, visto che pagano uno staff di digital PR?”.

No, non è automatico, e sono moltissimi gli esempi.

La seconda parte della storia si è svolta ieri: sono diventata sindaco del punto vendita, e visto che dovevo fare un acquisto ne ho approfittato per richiedere la Card.

La commessa mi ha chiamato subito la responsabile, che ricordava che una collega  (non presente ieri) aveva già emesso una Card al precedente sindaco.

Ha provato a rintracciare la collega al telefono per chiederle conferma per la procedura ma non c’è riuscita.

Con una gentilezza rara, si è scusata dell’inconveniente e mi ha chiesto il numero di telefono, promettendomi di richiamarmi appena avrebbe avuto informazioni.

E infatti sono stata ricontattata. La signora si è nuovamente scusata e mi ha detto che potevo ritirare la Card quando volevo, anzi, se le avessi indicato un orario comodo mi avrebbe fissato un appuntamento per rendermi la pratica ancora più veloce.

Oggi sono andata, ho fatto un check-in davanti a lei per confermarle l’identità e in due minuti sono uscita con la Coin Card Easy in omaggio.

Sono piccole cose, ma su di me fanno effetto.

Mi piace l’idea della fidelizzazione, e mi piace ancora di più quando è legata a strumenti online.

E a chi si chiede se 4square possa veramente attecchire in Italia, rispondo che alla gelataia vicino casa sono stata io a spiegare cosa fosse 4square, e lei ne è rimasta così entusiasta che non solo da allora mi fa lo sconto, ma ha messo il cartellino di 4square all’interno del negozio!

Ho visto “Cattivissimo me” (e sono un po’ più cattiva anche io)

Lunedi scorso grazie al gentile invito di Universal Pictures Italia e con lo zampino delle mitiche ragazze GGD Roma sono andata a vedere l’anteprima di “Cattivissimo me”.

Il succo del discorso ve lo dico subito: il film è veramente carino, e vale la pena di vederlo.

Io mi sono totalmente innamorata dei pupazzetti aiutanti di Gru, e con altrettanta velocità ho odiato l’antagonista di Gru, il nerdissimo Vector, che sembra il figlio in 3D di Bill Gates.

Non capisco molto la scelta di far doppiare Gru da Max Giusti, visto che la voce era completamente inadeguata, ma di questo ha parlato più approfonditamente e meglio di me il caro sor Smeerch.

Vorrei ora soffermarmi un attimo sull’organizzazione della serata.

Era un’anteprima, ok. Ma era veramente necessario requisire cellulari, ipod e qualunque cosa avesse una batteria, passare sotto il metal detector, svuotare la borsa e le tasche dagli oggetti metallici ed essere guardati come un gruppo di terroristi in vacanza dai tipi della security?

Innanzitutto perchè se devo svuotare la borsa con cui sono stata in giro tutto il giorno (e che ovviamente contiene chiavi, penne, pinzette, orecchini e via dicendo) ho bisogno di un posto dove appoggiarla, e questo posto era un micro tavolino grande come un notebook da 17’’.

In secondo luogo perchè ho fatto vedere gli oggetti metallici come richiesto, ma il netbook che uso al lavoro è rimasto tranquillo nella sua custodia in borsa. Aho, quello mica è metallico, è tutta plastica!

Infine, il motivo definitivo dell’evitare tutto questo scombussolamento è: ma lo sanno questi signori che riprendere un film girato in 3D è completamente inutile???

L’iPhone m’ha riconosciuta, sono quella col dito a banana

Io l’iPhone non lo volevo.
L’ho snobbato e denigrato per anni, un po’ anche per un concetto di volpe e uva, essendo io dotata di leggendarie mano a pagnotta che rendono difficile l’approccio ai touchscreen.
Poi alla fine mi sono trovata nella condizione di comprarmi un nuovo smartphone al quale abbinare un piano a forfait, e la scelta è stata giocoforza quella.
Prendere il 3gs non è stata una botta di babbioneria visto che sta per uscire il 4, ma un metodo cautelativo di prendere una roba che un minimo di rodaggio l’ha già fatto, visto che il 4 c’ha un problemino non indifferente.

Pertanto, a due settimane dall’acquisto, qualcosa sull’iPhone la posso dire.
Innanzitutto se fumate, questo telefono non fa per voi. Avere un accrocco che necessita di due mani per funzionare decentemente equivale a far cadere la cenere di metá della vostra sigaretta.

In secondo luogo, un telefono che per funzionare ha bisogno di un computer è una cosa da pazzi: è come dire che per accendere il phon dovete prima assicurarvi di avere in casa il balsamo.

Scordatevi di usarlo su un autobus affollato o in metro: per scrivere un SMS dovreste fare il viaggio da capolinea a capolinea inverso, anche se di solito scendete dopo due fermate.

Ciò che rende figo l’aicoso secondo me sono le app. Tolte quelle, in sè per sé l’aggeggio serve a poco, e anzi, è parecchio macchinoso.

E poi il punto fondamentale: non è un telefono!
Quindi quelli che se lo comprano e non ci fanno un piano dati sopra (fidatevi, ce ne sono, ah se ce ne sono) vanno esposti alla pubblica gogna.
Se volete telefoná usate le cabine!

Comunque ecco, le mie dita non sono poi troppo a banana, visto che l’intero post è stato scritto con la tastiera wannabe.

E adesso vi lascio, che devo andare a giocare a Fruit Ninja con il mio nuovo, fantasticissimo aifón.