Crockpot files: curry di manzo e ceci con couscous

La Crockpot è un oggetto straordinario; è la terza regina della mia casa dopo me e la gatta Signora Poutzerton, e pari merito con la lavasciuga.

Quello che questa pentola elettrica delle meraviglie fa, è “semplicemente” cuocere molto molto lentamente. Traduzione: ci metti dentro gli ingredienti al mattino, vai a lavorare, e quando torni trovi la cena pronta.

Ho comprato la mia crockpot, o slowcoocker su Amazon ed è stato veramente un acquisto eccellente.

I consumi sono ridicoli, l’utilità enorme!

 

Un’altra caratteristica importante della crockpot è che la cottura così prolungata rende la carne tenerissima, quindi è possibile sfruttare tagli di carne decisamente più economici che in genere al supermercato scartiamo perché con una cottura normale sarebbero troppo duri o gommosi.

Mai nella vita avrei pensato di comprare del “muscolo intero di bovino adulto”, eppure l’ho fatto, e il risultato è stato da leccarsi i baffi.

Essendo tipico dell’india, in genere le ricette a base di curry non prevedono carne bovina, bensì di pollo, ma vi assicuro che i sapori si sposano perfettamente. Questa ricetta è per due persone.

Vi serviranno circa 400gr di carne di bovino, scelta appunto tra i tagli adatti per l’umido; potete comprare il pezzo intero e tagliarlo voi a casa, con ulteriore risparmio, o acquistarlo già tagliato in pezzi grandi quanto quelli dello spezzatino.

Adagiate la carne al centro della crockpot; cercate di mantenerla piuttosto vicina, ma senza che i pezzi si sovrappongano. Aggiungete un po’ di cipolla tagliata o tritata sulla carne.

A questo punto tocca ai ceci, e sui ceci bisogna fare un discorso: se li avete comprati secchi, dovrete metterli a bagno la sera prima, scolarli bene e aggiungerli nella crockpot sopra la carne; se invece li volete usare in barattolo, saltate questo passo per ora. Verranno aggiunti dopo.

Irrorate la carne con 300 ml di brodo; va benissimo anche acqua e dado granulare, è mattina, siamo di corsa! Se non amate il dado, fate un mix di acqua e un paio di cucchiai di salsa di soia.

Mettete il coperchio e cuocete su LOW per circa 6 ore; la mia crockpot non ha il timer, perché posso contare su Santo Principe Consorte che la accende al momento giusto, ma se voi non potete fare altrettanto, spendete qualche euro in più e compratela con il timer, soprattutto se siete in due, perché i tempi di cottura delle ricette per due in genere non superano le 6/7 ore al massimo.

La cottura della carne nella crockpot si può verificare in maniera molto empirica: prendete una forchetta e infilatela nella carne; se si taglia senza problemi, la carne pronta. Ovviamente cercate di non alzare il coperchio, perché questo comporta un cambio di temperatura che allunga i tempi di cottura di circa 15/20 minuti ogni 5 minuti senza coperchio; tanto prima di 6 ore difficilmente sarà pronto!

Quando tornate a casa, dopo aver superato lo shock del profumo delizioso che sentite, date il tocco finale.

Cuocete in un’altra pentola il cous cous (o il riso basmati, se vogliamo riportare il tema indiano) seguendo le istruzioni della confezione, e unite alla carne i ceci in scatola; condite con un po’ di curry e cuocete ancora per circa 25/30 minuti su HIGH. Ovviamente mentre la cottura va avanti, voi non dovrete stare lì a girare, rimestare, assaggiare.

Potete apparecchiare la tavola, o fare la forma sul divano, come faccio io.

Una volta che il cous cous o il riso saranno pronti, aggiungetelo nella crockpot e aggiungete altro curry fino a raggiungere il livello di piccantino che preferite.

Se vedete che il cous cous assorbe tutto il liquido della crockpot e fate fatica ad amalgamare gli ingredienti, aggiungete un po’ di acqua calda.

Regolate eventualmente di sale, e godetevi la cena.

[NB: le foto originali della ricetta sono andate perse durante il trasferimento dal vecchio al nuovo dominio. Sorry 🙁 ]

Skinny lasagna, una missione light quasi impossibile

La lasagna non sarà mai dietetica, affrontiamo la realtà.

Ma certamente possiamo preparare una lasagna più leggera e con meno grassi, da gustare durante il cheat day della dieta. Personalmente amo di più la lasagna bianca, la trovo più sfiziosa, e quindi mi sono orientata su questa.

Per preparare questo piatto avrete bisogno di:

pasta sfoglia fresca

carciofi, asparagi e funghi misti con porcini;

carne macinata, un uovo, prezzemolo;

formaggio in crema light (tipo filadelphia);

mozzarella light;

due cucchiai di parmigiano (opzionale).

Cominciate preparando delle piccole polpettine: tagliate nuovamente il macinato con le forbici così da renderlo molto tritato, aggiungete un uovo, del prezzemolo e un pizzico di sale. Cuocete le polpettine qualche secondo nel microonde, oppure in forno tradizionale o in una padella antiaderente con un po’ d’acqua, e tenete da parte.

Cuocete insieme i carciofi, i funghi e gli asparagi tagliati a pezzetti. L’ideale sarebbe cuocere tutto in pentola a pressione, ma se non ce l’avete utilizzate una pentola normale. In entrambi i casi mettete un filo d’olio, un po’ di aglio e cipolla, aggiungete gli alimenti, spruzzate con succo di limone; aggiungete poi due dadi, acqua e lasciate cuocere.

In una ciotola unite il mix di funghi, carciofi e asparagi alle polpettine; tagliate a pezzetti della mozzarella light e amalgamate il tutto con il formaggio magro. In genere a me basta una quantità pari a una mattonellina di philadelphia, ma voi regolatevi come meglio preferite. Usate l’acqua di cottura del mix per rendere tutto più cremoso, regolate di sale e pepe e, se volete, aggiungete del parmigiano grattugiato.

Componete la lasagna (se necessario, avrete già bollito la sfoglia) e mettetela in forno a 250° per il tempo necessario a creare una crosticina succulenta e far rapprendere un po’ il liquido di cottura.

Come avete visto non ho toccato il componente principale, cioè la pasta all’uovo, ma sono andata a “risparmiare” sulle calorie (e soprattutto sui grassi) di altri ingredientiquali la besciamella, la mozzarella, il pane o pan grattato delle polpette.

Ovviamente potete preparare la mattonella di lasagna in monoporzioni e surgelarle; quando ne avete bisogno basterà scongelare per qualche secondo e mettere tutto in forno; o in alternativa potete cuocere il mix di ortaggi (sì, lo so che tecnicamente non sono tutti ortaggi!) e congelare questo.

Ci sono molte alternative per fare una buona lasagna magra, vi darò presto altre ricette!

Christine Siracusa

Mi sono innamorata di una cena (programmata), te la presento?

Qualche giorno fa ho dichiarato il mio amore assoluto per il meal planning, ovvero l’abitudine di programmare in anticipo i pasti.

E’ cominciato tutto da quando mi sono messa a dieta, in gennaio.

Svuotare il frigo e cercare di riempirlo solo con le cose necessarie alla dieta, o permesse dalla dieta, richiedeva comunque un minimo di programmazione, per non finire a mangiare pollo e insalata tutte le sere.

Ho cominciato con due giorni, tre giorni, una settimana, due settimane e ora sono arrivata ad un mese di programmazione anticipata.

Programmo solo le cene e qualche occasionale idea per i pranzi del weekend, che sono quelli durante i quali possiamo mangiare la pasta; per i pranzi durante la settimana in genere mi affido alle insalate.

Ovviamente il meal planning deve seguire alcune regole, tra le quali la più importante è la flessibilità: se una sera non avete voglia di mangiare quello che avete programmato, scambiatelo con un’altra cena; invertite le settimane, concedetevi i giorni pigri, quelli delle consegne a domicilio. Andate a cena fuori? Riciclate le idee per un’altra sera.

Ci sono poi due scuole di pensiero: quelle che fanno la spesona a inizio del mese, e quelle che comprano giorno per giorno. Io sono a metà, nel senso che la mia dispensa e il mio freezer hanno sempre una dotazione base, ma allo stesso tempo sfrutto la pausa pranzo per comprare eventuali ingredienti freschi man mano che mi servono.

La seconda regola fondamentale è la varietà, necessaria non solo per scansare l’incubo della fettina di pollo triste (idem come sopra), ma per permettervi di scambiare i giorni senza mangiare sempre le stessa categoria alimentare nell’arco della settimana.

Io consiglio di cominciare con tre giorni, e di decidere se seguire la strada della spesona o del giorno per giorno; diciamo che la grandezza del freezer e la disponibilità di contenitori adatti alla conservazione fa la differenza.

Questo è il mio meal plan di maggio. Ne conservo una copia stampata sul frigo, e una online sull’iPhone, così so sempre cosa comprare:

Tra i piatti previsti ci sono:

salmone in salsa teriyaki, burritos, pollo all’arancia, cous cous con pesce e verdure, caprese con mozzarella di bufala, cheesy chicken, manzo ninja, polpette e spaghetti e così via. Di alcuni piatti poi posterò le ricette quanto prima, prometto; e poi ricordate che avete dalla vostra parte il fantastico pollo delle mille ricette!

Adesso sta a voi, fatemi vedere di cosa siete capaci!

Nespresso, what else? Ormai t’ho detto tutto!

Per me l’unico caffè degno è quello della moka.

Ma sarei ipocrita se dicessi che il caffè in capsule Nespresso non mi piace: da quando abbiamo messo la macchina al lavoro è un continuo “wrooooom, swiiiiishhhh”  a tutte le ore.

I bicchierini di plastica si accumulano in maniera esponenziale nel mio cestino, e condividendo l’ufficio con 4 caffeinomani come me, è anche un continuo pellegrinaggio al negozio dove vendono ste benedette capsule.

I Nespresso Point (o Corner, o Shop non so come li chiamino) sono dei luoghi assolutamente peculiari, dove secondo me vige una legge del tutto autonoma.

Innanzitutto c’è sempre la fila; non importa che ci siano 8 commessi, la fila c’è perchè fa figo. Anzi, fa fighissimo, perchè la delimitano con il nastro torchon di vellutone tipo VIP area delle discoteche chic di Hollywood.

Poi ci sono i commessi; i commessi vestono divise impeccabili: giacca e cravatta per lui, gonna e blusa oppure tubino bon-ton per lei.

Hanno tutti le mani curate, trucco impeccabile le donne, non un capello fuori posto gli uomini.

Peccato che le divise siano di un marrone improbabilissimo, di quel marrone che quando tua madre te lo faceva mettere da piccolo tu hai capito il valore del nascondere i vestiti di ricambio nello zaino della scuola.

Superata la fila e lo shock per il marrone delle divise, arrivi finalmente davanti al bancone. E anche se sai perfettamente cosa vuoi, ti impappini.

Perchè “Volluto” non ti uscirà mai. MAI. E improvvisamente tutti i colori delle capsule ti sembrano uguali, e tu non ti ricordi come si chiama quella che prendi di solito.

“Vorrei quella rossa.” “Rosso carminio o rosso porpora?”

“Ehm…vabbè, facciamo quella grigia” “Grigia piombo o grigia canna di fucile?”

“No guardi, allora facciamo quella verde” “Verde bosco o verde petrolio?”

A quel punto compri il Ristretto, che è nera e vaffanculo.

Mentre agogni la busta con dentro le tue stramaledette capsule, il commesso comincia con il fuoco di fila delle domande:

“Desidera altro? Ha la tessera? No? Allora può fornirmi il nominativo? Ah, rilevo che ha già acquistato 250 capsule, è il momento di decalcificare il calcare dalla macchina, vuole il kit per decalcificare? Due confezioni di stecchette di zucchero? Come? Di canna, raffinato, dolcificante? I bastoncini per girare li ha?”

A quel punto sei stremato, ed arriva l’ultima fatidica domanda:

Gradisce degustare il caffè?

NOOOOO! M’AVETE FATTO VENIRE LA GASTRITE!

C’HO L’ULCERA PURE ALLE ORECCHIE! FATEMI USCIRE!!!

Ma siccome sembra maleducazione rifiutare un caffè aggratise, rispondi con un timido cenno della testa, e degusti.

Il caffè è drogato. Te ne accorgerai tra 3 giorni, quando ripeterai tutta la trafila dall’inizio.

P.S. ora ho capito perchè nella pubblicità del Nespresso c’è la foto del passaporto di George Clooney.

A breve, impronte digitali e scansione della retina.

 

Dolcetti di Halloween: caramelle gelé di zucca

Caramelle di zucca: sembra una ricetta mostruosa! E infatti lo è! Ma poiché si tratta di Halloween, il giorno più terrificante dell’anno, vi proponiamo una ricetta che ne sia all’altezza.
Anche se l’utilizzo di questo ortaggio per la preparazione di un dolce sembra bizzarro e fuori luogo, in realtà la zucca offre l’opportunità di sbizzarrirsi in cucina, grazie alla sua versatilità, che la rende adatta sia ai piatti dolci che a quelli salati.
Realizzare queste caramelle, non solo buone ma anche salutari, è semplicissimo!

Ingredienti:
– 300 g di zucca
– 100 gr di zucchero (più un altro po’ per la copertura)
– 6 foglietti di gelatina
– stampini per il ghiaccio al silicone
– una bustina di vanillina
– due prese di cannella

Lasciate qualche minuto in ammollo, in abbondante acqua, i fogli di colla di pesce.
Nel frattempo, tagliate la zucca, sbucciatela e mondatela; poi tagliatela a tocchetti e mettetela nella pentola a pressione, aggiungete un bicchiere d’acqua e chiudete con il coperchio.

Mettetela sul fuoco, a fiamma viva, e quando la valvola della pentola a pressione inizia a sibilare, lasciate cuocere per almeno 20 minuti: a fine cottura la zucca dovrà diventare una poltiglia, da schiacciare facilmente con una forchetta.

Una volta cotta, fatene una purea con il frullatore ad immersione; poi mettetela in un pentolino e aggiungete 100 grammi di zucchero, una bustina di vanillina, due prese di cannella e mettete tutto sul fuoco.

Fate bollire a fiamma bassa per qualche minuto, avendo cura di mescolare continuamente, poi spegnete e lasciate riposare per un paio di minuti.

A questo punto aggiungete i sei foglietti di colla di pesce (che avete fatto ammollare nell’acqua fino ad ottenere dei foglietti morbidi e gelatinosi), amalgamate il tutto con un cucchiaio di legno e continuate a girare per qualche minuto, fino a quando tutta la colla non si sarà sciolta completamente nella crema di zucca.

Se non riuscite a sciogliere bene la gelatina, scaldate ancora il composto sul fornello e girate energicamente, fino a quando tutti i frammenti solidi di gelatina non si saranno sciolti completamente.

A questo punto, non resta che versare la crema che avete preparato negli appositi stampini al silicone (consigliamo quelli per il ghiaccio, che si trovano anche nei supermercati, nel settore dedicato alle teglie per i dolci).

Lasciate in frigo per un giorno intero e le vostre gelé di zucca sono pronte!
Basta farle uscire dagli stampini al silicone – esercitando una leggera pressione sul fondo – e cospargerle di zucchero di canna per renderle più golose.

Per agevolarvi l’operazione, mettete dello zucchero di canna (o quello bianco semolato, se preferite) in un barattolo di vetro, metteteci le gelé, chiudete e agitate (ma non troppo energicamente altrimenti si rompono) per fare in modo che tutte le caramelle si ricoprano di zucchero.

Ora non resta che servirle a grandi e piccoli e trascorrere un….happy Halloween!
Verdiana

Geek O’Lantern Contest

Toast di zucca con orata e provola

Dopo aver ospitato la splendida ricetta di Antonella per permetterle di partecipare al Geek O’Lantern Contest, ho deciso di pubblicarne anche io una.

E’ una rivisitazione di un piatto molto gustoso che ho mangiato recentemente al ristorante “Il Viaggio” a Roma, perfetto come secondo o nell’ambito di un menù degustazione.

Ingredienti (per 4 persone):

2 orate piccole o 1 molto grande
4 fette di zucca spesse circa 2 cm
Farina
Sale
Aglio, carote e sedano
Vino bianco
Provola affumicata a fettine
4 acciughe

Preparare i toast:
Mondate la zucca e ricavatene 4 fette di forma rettangolare alte circa 2 cm e larghe abbastanza da contenere un trancio del il filetto di orata.
Infarinatele velocemente da entrambi i lati, salandole leggermente ed aggiungendo pepe q.b., se piace.
Adagiatele su una teglia su cui avrete avuto cura di stendere della carta da forno, e che avrete unto con circa 2 cucchiai d’olio.
Infornate a 200° per circa 45 minuti. Dovete controllare che facciano la crosticina, ma tenetele d’occhio perchè poi dovrete reinfornarle per qualche ulteriore minuto.

Preparare l’orata:
Preparare un’orata è estremamente semplice.
Io vi dò l’alternativa in assoluto più veloce e adatta a cuoche di ogni livello, ma nulla vi vieta di cuocerla al forno.
Mettete in una casseruola grande abbastanza da contenere il pesce due spicchi d’aglio, una carotina e un gambo di sedano.
Aggiungete due cucchiai d’acqua e fare ritirare a fuoco basso fino a quando gli odori non cominceranno a rosolare.
Aggiungete il pesce già eviscerato e squamato e bagnate con un bicchiere a metà d’acqua e a metà di vino bianco.
Lasciate cuocere per una decina di minuti senza girare il pesce.
Una volta cotte, adagiate le orate su un vassoio o su un piatto, e con le posate ricavate 4 filetti ben compatti.

Aggiungere la provola e comporre il toast:
Se avete seguito tutta la procedura, le fettine di zucca saranno quasi pronte. Togliete la teglia mantenendo il forno accesso, e preparate il toast seguendo questi strati:
fetta di zucca, un filetto d’acciuga, una fettina di provola, filetto di orata.
Rimettete in forno per il tempo necessario affinchè la provola si sciolga leggermente.

Servite, e leccatevi i baffi 🙂

Crostata di zucca di Antonella Ranaldo

Ingredienti per la pasta frolla:

500 gr di farina
2 tuorli e 1 uovo intero
200 gr di margarina
200 gr di zucchero
½ bustina di lievito
buccia di limone grattugiata
latte q.b.
cannella
una presa di sale

Ingredienti per il ripieno:

200 gr (netti) di zucca
½ cucchiaino di cannella
2 uova
150 grdi zucchero
1 presa di sale
marmellata di limone (o arancia, a seconda delle preferenze)

Procedimento:

Impastare velocemente tutti gli ingredienti per fare la pasta frolla e lasciarla riposare in frigo mentre si procede alla preparazione della farcitura.
Pulire e tagliare a pezzetti la zucca e cuocerla in una pentola con poca acqua per circa 20 minuti, o comunque finchè non sarà evaporata tutta l’acqua. Quando la polpa di zucca sarà cotta, frullarla e unirvi gli altri ingredienti del ripieno tranne la marmellata.
Stendere la pasta frolla in una teglia da forno, dello spessore di circa 0,5 cm, bucherellarla e metterla in forno a 180° per 10 minuti.
Dopodiché, riprendere la base di pasta frolla e aggiungere il ripieno. Far cuocere in forno per altri 25 minuti circa a 180°.
Quando sarà cotta, stendere sul ripieno ancora caldo uno strato di marmellata scelta e poi lasciar raffreddare.

Suggerimenti:

1) è molto importante che la polpa di zucca perda tutta l’acqua possibile prima di essere frullata, altrimenti il ripieno rischia di venire troppo liquido;

2) la crostata può essere servita da sola, o accompagnata da gelato alla vaniglia o panna, magari spolverizzate con un pò di cannella. 🙂

Ringrazio molto la Fujiko per la disponibilità di questo spazio, spero mi porti fortuna!! Se la ricetta ti piace posso farti assaggiare questa particolare crostata… 😉

La zucca della Fujiko

La Fujiko ospiterà a breve una ricetta di Antonella Ranaldo per permetterle di partecipare al Geek O’Lantern Contest, il concorso indetto dalle GGD romane con il quale si può vincere un voucher di 100€ offerto da Secondome.com per una cena in uno dei ristoranti romani da loro recensiti.

Se anche voi avete bisogno di uno spazio per pubblicare la vostra ricetta speciale a base di zucca, non avete che da chiedere 🙂

Gli gnocchetti sardi ricotta e zafferano

INGREDIENTI (dose abbondante per 4 persone):

450 gr di gnocchetti sardi

350 gr di ricotta fresca, di qualsiasi latte preferiate

3 uova

2 bustine di zafferano in polvere

100 gr di parmigiano

mezza tazza di sugo o passata di pomodoro.

PREPARAZIONE:

Lessate gli gnocchetti sardi in acqua salata.  Mentre cuociono, preparate il condimento.

Mescolate in una ciotola ampia usando il cucchiaio di legno la ricotta con i tuorli delle 3 uova.

Aggiungete a questa crema di ricotta lo zafferano, un mestolo di acqua della cottura della pasta, e subito ricominciate a mescolare.

Scolate la pasta tenendo da parte un po’ d’acqua di cottura, che può sempre servire se vedete il piatto troppo asciutto.

Condite la pasta con la crema di ricotta e zafferano e qualche cucchiaiata di sugo, aggiungete il parmigiano e mescolate per bene.

Trasferite la pasta nella teglia e mettete a gratinare in forno per qualche minuto, finchè non vedete una bella crosticina dorata.

CONSIGLI E TRUCCHI:

Invece di una teglia da forno potete usare uno stampo tondo per ciambellone (ovviamente tenete d’occhio il diametro, ed eventualmente aumentate le dosi!).

Potete anche aggiungere nel condimento delle zucchine tagliate julienne, a rondelle o a tocchetti molto piccoli, e lessate precedentemente in acqua salata ed olio con un pochino di cipolla gialla o bianca soffritta.

A scanso di equivoci, perchè mi è successo un disastro una volta, gli gnocchetti sardi sono semplice pasta di semola di grano duro, ovvero questi.

Li producono le maggiori marche, ma ovviamente se li trovate prodotti da qualche pastificio sardo è molto meglio 🙂

La mousse al cioccolato

Con i primi freddi aumenta in genere la voglia di cioccolato.

Questa ricetta per la mousse è sperimentatissima, l’ho preparata anche per 20 persone, come forse ricorderà Stefigno, e venne buonissima 🙂

Il segreto sta nel montare bene gli albumi delle uova.

Le dosi sono per 4 persone.

INGREDIENTI:

300 gr di cioccolato fondente, anche al 75% di cacao

30 gr di burro

4 uova

30 gr di zucchero

Un pizzico di sale

UTENSILI ED ACCESSORI:

Una pentola

Sbattitore elettrico a fruste

Cucchiaio di legno

4 coppette di plastica o di vetro

PREPARAZIONE:

Spezzettate il cioccolato in modo grossolano con un coltello.

Mettetelo nella pentola o in una ciotola di vetro resistente al calore, aggiungete un mestolo d’acqua e fatelo sciogliere a fuoco basso, mescolando continuamente.

Togliete dal fuoco ed aggiungete il burro. Mescolate per far amalgamare.

Separate i tuorli dagli albumi e montate gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale.

Ricordate come si montano gli albumi: sempre con movimenti dal basso verso l’alto, vietato girare le fruste in tondo!

Aggiungete lo zucchero, un pizzico di sale e i tuorli delle uova uno per volta ed amalgamate.

Aggiungete gli albumi montati e mescolate tutto con il cucchiaio di legno, con movimenti dal basso verso l’alto.

Versate la mousse nelle coppette e lasciate riposare in frigo almeno 3 ore.

SUGGERIMENTI:

Non abbiate paura di usare un cioccolato molto amaro. La mousse se è troppo dolce è sgradevole da mangiare, e poi c’è sempre lo zucchero aggiunto!