Collutorio naturale fatto in casa

Li ho provato tutti, lo giuro. Non c’è una sola marca di collutorio, da supermercato o da farmacia, che io non abbia comprato. E regolarmente buttato dopo un paio di utilizzi.

Il problema principale era il sapore, troppo forte o troppo dolce o troppo alcolico. Invece di sentire l’alito fresco, quello che sentivo erano le guance e le gengive intorpidite da un sapore troppo forte.

Poi è arrivato il momento di buttare un occhio all’etichetta, dove ho trovato un bel mix di alcool, parabeni, coloranti e conservanti sintetici. Che francamente non mi fanno sentire tanto tranquilla quando li uso per sciacquarmi la bocca.

Quindi ho deciso di prendere la mia classica ricetta anti mal di gola (acqua e bicarbonato) e di vedere come renderla più piacevole e sono finita a compilare decine di ricette! Eccone un pai :

collutorio antibatterico delicato alla gusto fresco: mescolate 200 ml di acqua distillata, o in bottiglia, o acqua di rubinetto bollita con un cucchiaio e mezzo di bicarbonato e 50 ml di aloe vera pura, preferibilmente liquida. Aggiungete circa 8 gocce di olio essenziale di menta piperita e altrettante di olio essenziale di eucalipto e assaggiate: se vi piace un gusto più forte aggiungete altre gocce, due a due. Troppo amaro? aggiungete della stevia liquida o in polvere.

Questo collutorio ha molteplici vantaggi: ovviamente rinfresca la bocca e l’alito, grazie sia all’azione del bicarbonato che assorbe i cattivi odori, sia a quella della menta, che deodora.

Inoltre il bicarbonato aiuta a disinfettare la bocca, riduce eventuali infiammazioni e mantiene il bianco dei denti. L’aloe vera è un toccasana, aiuta a cicatrizzare le piccole ferite della bocca, ostacola la crescita dei batteri e dei funghi. Potete comunque aggiungerla anche ad altre formulazioni di collutorio.

Ci sono un po’ di considerazioni da fare, di cui la prima è la durata:  molti collutori (tra i quali questo che vi ho descritto) possono essere conservati a lungo senza problemi; ma tenete conto che gli oli essenziali continuano a “lavorare” nell’acqua, quindi ad un certo punto il gusto potrebbe cambiare e non essere più gradevole come prima. Una considerazione analoga può essere fatta per il succo di aloe, che da solo ovviamente si conserva meglio rispetto a quello diluito con altri prodotti.

Alcuni consigliano di aggiungere dell’olio essenziale di mirra. Io non ne ho mai avuto bisogno, perché 250 ml si consumano presto usando il collutorio mattina e sera. Sembra superfluo ricordarlo, ma tenete sempre a mente che il collutorio, anche se naturale, va sputato. Niente bibitoni di collutorio!

Usate molta cautela se volete far usare questi collutori ai bambini, o se siete in gravidanza, perché alcuni oli essenziali sono poco indicati per questa condizione particolare.

Dio esiste: o almeno, quello delle ragazze pigre esiste di sicuro

Mi piacerebbe credere di avere una pelle sempre setosa, idratata, vellutata, nutrita (e mi fermo qui, che sembro Antonella di X Factor con il suo cuore scoppiato), ma la verità è che sono una femmina dannatamente pigra, e nonostante compri imbarazzanti quantità di creme da corpo, prima o poi quelle irresistibili confezioni colorate andranno a idratare il fondo del secchio dell’immondizia.

Perché diciamocelo, spalmarsi di crema quotidianamente, magari in un ritaglio di tempo, magari anche col freddino, non è un’attività esaltante.

Ci sarebbe l’olio da mettere sotto la doccia, ma puoi usarlo solo se sei single e se hai un ottimo equilibrio, altrimenti ti troverai prima a litigare con tuo marito che trova la doccia unta, e poi a non poter sostenere la tesi che la doccia in realtà è perfetta, perché per dimostrarlo metterai clamorosamente un piede in fallo e sbatterai il muso prepotentemente.

Poi finalmente, il dio delle ragazze pigre con le ginocchia squamate ha avuto pietà di noi, e ci ha donato la più fenomenale ideona idratante del mondo: una crema per il corpo che si mette come il balsamo per i capelli.

La metti sotto la doccia, massaggi e sciacqui.

E io la amo. E ne ho due. Una per casa, una per la palestra. E mi laverò molto di più. E sarò idratatissima. Grazie a dio.

Sleek MakeUp: molto rumore per nulla

Qualche settimana fa le donne della rete sono insorte come novelle suffragette nei confronti dell’azienda Sleek MakeUp.

La Sleek in poche parole ha annunciato che avrebbe messo i suoi prodotti al 50% per un giorno per festeggiare il raggiungimento dei 20.000 fans sulla propria pagina Facebook. Tra questi prodotti figurano in particolare due palette di ombretti molto trendy.

Il giorno definito il sito va nel panico totale: fare l’ordine è quasi impossibile per motivi di sovraccarico, e quindi si trovano costretti ad allungare il periodo di promozione di altre 24 ore.

Chi ha avuto la pazienza di aspettare e riprovare si trova quindi nella fase 2 dell’incubo: gli ordini non sembrano processati, o forse sì, la mail di conferma non è arrivata, quella che è arrivata non è valida, e blablabla.

Le ragazze si scatenano, e invadono la pagina Facebook chiedendo spiegazioni; per tutta risposta, lo staff di Sleek chiude i commenti e cancella quelli già pubblicati.

Seguono vari tentativi goffissimi di gestire la situazione, tra cui la pubblicazione di un papiro che spiega il significato di ogni email inviata alle clienti, una cosa che per interpretarla bisogna aver studiato filologia romanza per 10 anni.

L’unica cosa veramente degna di nota è che molti pagamenti effettuati per ordini non ricevuti o non processati non sono ancora stati riaccreditati.

Ora, io che sono una persona semplice, penso: non comprerò MAI più prodotti di questa ditta. Mi hanno trattato indegnamente, per quanto mi riguarda possono anche andare pè stracci.

Ma mi sono resa conto che invece l’aurea di fascino dei prodotti Sleek pare essere irresistibile, e le stesse ragazze che sono infuriate per l’ordine online, si organizzano per andare a ribaltare le profumerie tradizionali in cui è stata segnalata la presenza delle fatidiche palette.

Una sorta di schizofrenia dell’acquisto, perchè ormai “è una questione di principio”.

E’ ovvio che non voglio criticare l’atteggiamento di chi si incaponisce a comprare Sleek; ognuno con i propri soldi fa quello che preferisce, se li vuole dare a chi tratta i propri clienti come zerbini di 4°mano facesse pure.

Però mi incuriosisce il meccanismo “di rete”, cioè la grande sollevazione popolare, che nell’epoca di internet è potenzialmente in grado di far chiudere i battenti ad un’azienda nel giro di mezza giornata, seguita poi dalla frenesia di impossessarsi comunque dei prodotti in questione.

Insomma, alla fine per Sleek MakeUp s’è fatto solo

molto rumore per nulla.

N.B. su questo post manca il link al sito e alla pagina Facebook di Sleek MakeUp. La cosa è voluta. Non ho nessuna intenzione di facilitare il raggiungimento dei siti di questi buffoni dal mio blog.

Philips Lumea #2 step: il libretto d’istruzioni

Torno a parlare dell’epilatore a luce pulsata Lumea della Philips, stavolta per aiutarvi a capire meglio come funziona e come usarlo al meglio.

Devo dire che, come avevo accennato qui, uno dei miei dubbi circa questo dispositivo era relativo alla complessità del libretto d’istruzioni.
In effetti il libretto è molto accurato, forse anche un po’ troppo, considerando che in genere da bravi italiani non andiamo mai oltre la guida rapida all’utilizzo 🙂

Ho quindi creato delle brevi pagine-bignami per riassumere i punti salienti.

Andremo a capire innanzitutto dove si può usare e dove non è possibile.

Poi controlleremo se la soluzione Lumea è quella più appropriata al vostro caso.

Successivamente cercherò di spiegarvi come si utilizza.

Se avete altre domande o volete descrivere la vostra esperienza o ancora, lasciare un’opinione sul Lumea, lasciate pure un commento 🙂

4 settimane lisce lisce: Philips Lumea #1 step

Un mese fa ho iniziato ad utilizzare l’epilatore a luce pulsata Philips Lumea.

Devo confessare che ero piuttosto scettica all’inizio, perché per lavoro ho a che fare con macchinari a luce pulsata piuttosto sofisticati, e non riuscivo proprio a vedere le potenzialità di un accessorio domestico di questo genere.

Ma d’altro canto non si può parlare di ciò che non si conosce, quindi ho deciso di fare un tentativo.
Il Lumea si deve utilizzare ogni due settimane, pertanto ho cominciato con la parte più ovvia da trattare, cioè le ascelle.

Già al momento della seconda seduta ho notato che in alcuni punti i peli sono ricresciuti in minore quantità, vedremo cosa succede nelle prossime settimane.

A breve vi darò invece delle specifiche sul libretto d’istruzioni, che secondo me è la cosa più importante 🙂